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The Stars Look Down A.J. Cronin

The Stars Look Down

A.J. Cronin

Published 1953
ISBN :
Paperback
634 pages
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 About the Book 

Strano caso quello di Cronin, per quel che mi riguarda.Ho letto E le stelle stanno a guardare praticamente tutto di un fiato. E mi è anche piaciuto parecchio. C’è ritmo, tensione, incisività espressiva, capacità descrittiva e sincero desiderio di narrare. Sotto questo profilo, il romanzo è ineccepibile.Il problema, perché un problema c’è, risiede nel fatto che i personaggi, per quanto accattivanti siano, risultano del tutto statici. Scolpiti nella pietra, potremmo dire. Qualsiasi cosa accada, e ne accadono tante di cose, restano immutabilmente vincolati alla loro originaria posizione, a torto o a ragione che sia. Ossia, non crescono e raramente evolvono.Questo non è un demerito in sé, a dir il vero, perché talvolta ci può anche stare. Se, ad esempio, prendiamo Marta Fenwick, moglie di Robert e madre di David, Sam e Ugo, la sua “graniticità”, unita all’amore per la famiglia, al senso del dovere e al suo non tirarsi mai indietro nell’esprimere le sue personali opinioni, non sempre supportate dai fatti, come appare evidente, la rende sicuramente il personaggio più riuscito nell’ambito in cui è inserita.Ma lo stesso non può dirsi per il resto dell’entourage. Un Mr. Barras sempre cattivo e avido, persino oltre il colpo apoplettico che lo coglie all’improvviso, un Joe Gowlan sempre perfido sino alle midolla, anche quando potrebbe, infine, rilassarsi e soffermarsi a pensare, una Sally sempre pervicacemente tesa a conseguire futili obiettivi, nonostante gli scarsi risultati ottenuti in passato, un David sempre “buono” al limite della stupidità, sebbene abbia toccato con mano un’ampia gamma di difetti umani e un Arthur sempre debole e indeciso come una banderuola mossa dal vento, nonostante le prove subite … no, non sono credibili. Non messi tutti assieme, per lo meno.Benché coinvolgente nell’insieme, questo “andazzo” mi ha fatto pensare, a tratti, alla struttura delle, ahinoi, sterili future telenovelas, che hanno imperversato per qualche anno sui nostri e altrui schermi. Unitamente al finale, che si approssima molto al più che rinomato happy end. Un happy end non apertamente dichiarato, ma più che sufficientemente suggerito.Le parti migliori del romanzo sono quelle in cui Cronin narra della vita quotidiana dei minatori, delle loro abitudini e della durezza delle condizioni di lavoro. Anche se, sicuramente, tace su qualsiasi aspetto più violento e meno politically correct della questione, sia a livello pubblico, sia a livello privato. Meno efficace è la sua penna quando si occupa delle classi sociali più elevate, dove il suo narrare appare più rarefatto e “ingessato”.In buona sostanza, in linea di massima è un universo un po’ troppo “costruito a tavolino” quel che Cronin ci propone per essere convincente. Ciascun personaggio ha il proprio specifico ruolo e da lì non lo spostano neanche le cannonate. Ma, comunque, ottimamente raccontato, non c’è dubbio. Di questo bisogna dargli atto.Ventunesimo GdL della Stamberga dei lettoriLunedì 1 settembre 2014 - Domenica 7 settembre 2014: Libro 1 (capitoli 1-17)Lunedì 8 settembre 2014 - Domenica 14 settembre 2014: Libro 1 (capitoli 18-24)- Libro 2 (capitoli 1-8)Lunedì 15 settembre 2014 - Domenica 21 settembre 2014: Libro 2 (capitoli 9-21)- Libro 3 (capitoli 1-4)Lunedì 22 settembre 2014 - Domenica 28 settembre 2014: Libro 3 (capitoli 5-23)